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Relazione Finanziaria Annuale 2025
La nostra Mission
Siamo un’impresa dell’energia.
Obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile
L’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, presentata a settembre 2015, identifica i 17 Sustainable Development Goals (SDGs) che rappresentano obiettivi comuni di sviluppo sostenibile sulle complesse sfide sociali attuali. Tali obiettivi costituiscono un riferimento importante per la comunità internazionale e per Eni nel condurre le proprie attività nei Paesi in cui opera.
AttivitàAttività
Attività
Eni è un’impresa dell’energia, integrata lungo l’intera catena del valore, che opera in 62 Paesi nel mondo con oltre 32 mila dipendenti. Vanta una rilevante presenza nelle attività tradizionali dell’esplorazione e della produzione di petrolio e gas convenzionali e nella commercializzazione di gas/GNL grazie a un ampio portafoglio di forniture. Eni è impegnata attraverso modelli di business innovativi nello sviluppo delle nuove energie e servizi di decarbonizzazione: rinnovabili da solare/eolico, biocarburanti, biochimica, cattura/sequestro geologico della CO2 e le linee di ricerca su nuovi paradigmi energetici (fusione magnetica, riciclo chimico della plastica). Eni ha una larga base di clienti sia industriali sia consumatori finali. La distintiva strategia del Gruppo ha come punti di riferimento i vantaggi competitivi del business, le competenze interne e le tecnologie proprietarie con l’obiettivo di crescere, di creare valore e di trasformare la Società. Nelle attività tradizionali la crescita e i ritorni fanno leva sull’esplorazione di successo, con opzione di monetizzazione anticipata delle scoperte, sull’efficiente sviluppo delle risorse e sulla costituzione di entità indipendenti in sinergia con qualificati partner, in ambiti geografici focalizzati, per perseguire opportunità di sviluppo e di redditività. Nel downstream petrolifero/petrolchimico è in corso un importante processo di trasformazione e di riconversione. Nelle attività relative alla transizione energetica, il modello satellitare di Eni prevede la costituzione di entità impegnate nello sviluppo di prodotti e soluzioni a ridotto contenuto carbonico, in grado, grazie all’ingresso di capitali specializzati, di crescere in maniera autonoma e finanziariamente indipendente, liberando valore per la capogruppo, come evidenziano i successi di Enilive e Plenitude. L’efficace esecuzione della strategia, fondata sulla disciplina finanziaria nei costi e negli investimenti e su una robusta struttura patrimoniale, con l’ausilio di solidi processi di corporate governance e di identificazione e gestione dei rischi consente di continuare a investire nel business e a garantire competitivi ritorni agli azionisti.
Lo sviluppo di efficaci soluzioni sostenibili fanno leva sull’utilizzo di tecnologie disponibili in grado di contribuire fin da subito alla riduzione delle emissioni, quali:
- l’utilizzo del gas quale fonte energetica di transizione, affiancata da investimenti per la riduzione delle emissioni di CO2 e metano;
- le tecnologie di raffinazione tradizionale applicate nella produzione di biocarburanti, con l’impiego di materie prime di origine biologica, non in competizione con la filiera alimentare nell’ambito dello sviluppo dell’agri-business per contribuire alla decarbonizzazione dei trasporti senza repentini mutamenti alle infrastrutture esistenti;
- le energie rinnovabili attraverso l’incremento della capacità di generazione installata e l’integrazione con il business retail, facendo leva su un’ampia base di clienti;
- le tecnologie di giacimento applicate nella cattura e stoccaggio della CO2 “Carbon Capture Utilization e Storage (CCUS)”, in grado di fornire un contributo concreto alla riduzione delle emissioni, in particolare delle installazioni industriali a elevata intensità carbonica mediante lo sviluppo di hub dedicati allo stoccaggio della CO2;
- le tecnologie di produzione di bioplastiche e di riciclo meccanico delle plastiche usate.
Le operazioni di Eni si avvalgono di una catena di fornitura globale per l’approvvigionamento di beni capitali, materie prime, opere e servizi. I principali beni approvvigionati hanno riguardato il supporto logistico per l’area dei pozzi e i servizi ausiliari, gli impianti offshore, i servizi di ingegneria per il settore oil & gas, i servizi professionali e i servizi di perforazione dei pozzi.
Attività Eni nel mondo
64 Paesi di presenza Eni nel mondo
La catena del valore
Modello di businessModello di business
Modello di business
I significativi risultati industriali ed economico-finanziari conseguiti nel 2025 grazie all’esecuzione della nostra strategia di crescita e generazione di valore, costruita nell’arco degli ultimi anni facendo leva sul portafoglio di asset, sul modello satellitare e sui business della transizione, dimostrano la solidità del modello di business di Eni.
Il modello di business di Eni sostiene l’impegno aziendale per una transizione energetica socialmente equa ed è volto alla realizzazione di solidi ritorni finanziari e alla creazione di valore di lungo termine per gli stakeholder principali attraverso una consolidata presenza lungo la catena del valore dell’energia. La mission aziendale integra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Eni si impegna per contribuire a garantire sicurezza energetica, facendo leva su un portafoglio globale e su alleanze con i Paesi produttori. Al contempo, Eni implementa una strategia di transizione improntata ad un approccio tecnologicamente neutrale e pragmatico, volto al mantenimento della competitività del sistema produttivo e alla sostenibilità sociale.
Tali obiettivi fanno leva su una diversificata presenza geografica e su un portafoglio di soluzioni tecnologiche che consentiranno di creare un mix energetico sempre più decarbonizzato. Essenziali al raggiungimento di tali obiettivi sono le partnership e le alleanze con gli stakeholder per assicurare un coinvolgimento attivo nella definizione delle attività di Eni e nella trasformazione del sistema energetico.
Il modello di business di Eni coniuga l’utilizzo di tecnologie, in larga parte proprietarie, valorizzando le competenze interne e una rete strategica di collaborazioni, con lo sviluppo di un innovativo modello satellitare, che prevede la creazione di società dedicate in grado di accedere autonomamente al mercato dei capitali per finanziare la propria crescita e al contempo di far emergere il valore reale di ogni business.
Eni è presente lungo tutta la catena del valore – dall’esplorazione, lo sviluppo e l’estrazione di risorse fino alla commercializzazione di energia, prodotti e servizi ai clienti finali – sviluppando solidi modelli di business integrati che valorizzano i propri asset industriali e la propria base clienti.
A supporto di questo modello integrato si inseriscono il sistema di Corporate Governance, basato sui principi di trasparenza e integrità, e il processo di Risk Management Integrato, funzionale per assicurare, attraverso la valutazione e l’analisi dei rischi e delle opportunità del contesto di riferimento, decisioni consapevoli e strategiche e l’analisi di materialità che approfondisce gli impatti più significativi generati da Eni su economia, ambiente e persone, inclusi quelli sui diritti umani.
Il funzionamento del modello di business si basa sul miglior utilizzo possibile di tutte le risorse (input) di cui l’organizzazione dispone e sulla loro trasformazione in output, mediante l’attuazione della propria strategia. Le risorse immateriali sono parte integrante del processo di creazione di valore di Eni e includono le competenze delle persone, l’innovazione e la relazione con gli stakeholder, oggetto di disclosure nella rendicontazione di sostenibilità. Eni, inoltre, combina in maniera organica il proprio piano industriale con i principi di sostenibilità ambientale e sociale, articolando le proprie azioni lungo cinque direttrici, ciascuna orientata verso risultati specifici (outcome):
- Neutralità carbonica al 2050
- Protezione dell’ambiente
- Valore delle nostre persone
- Alleanze per lo sviluppo
- Sostenibilità nella catena del valore
Il modello di business di Eni si sviluppa lungo queste cinque direttrici facendo leva sullo sviluppo e l’applicazione di tecnologie innovative e sul processo di digitalizzazione. Nell’attuazione di tale modello, Eni garantisce il rispetto dei diritti umani nell’ambito delle proprie attività e ne promuove il rispetto presso i propri partner e stakeholder, perseguendo inoltre un’operatività improntata ai valori di responsabilità, integrità e trasparenza.
Creazione di valore per tutti gli stakeholder
Attraverso la presenza integrata nell’intera catena del valore dell’energia
Intangibles
(1)100% Plenitude
(2)100% Enilive
Neutralità carbonica al 2050
Eni ha intrapreso un percorso che porterà alla decarbonizzazione dei processi e dei prodotti energetici entro il 2050, attraverso l’impiego di tecnologie già disponibili e in evoluzione, secondo il principio di neutralità tecnologica. Eni accompagna la transizione energetica con un approccio pragmatico, graduale e ordinato, facendo leva su un insieme di soluzioni industriali e tecnologiche orientate alla progressiva riduzione delle emissioni e all’ampliamento dell’offerta di servizi ed energia a minore intensità carbonica. In questo contesto, il gas naturale svolge un ruolo centrale nella transizione per il suo minore contenuto carbonico rispetto ad altri combustibili fossili e per la sua flessibilità, in modo complementare alle altre soluzioni energetiche che diventeranno progressivamente sempre più rilevanti nel soddisfare la domanda di energia.
Protezione dell’ambiente
Eni è impegnata nella protezione dell’ambiente attraverso la ricerca di soluzioni innovative finalizzate a ridurre l’impatto delle proprie operazioni, garantendo un uso efficiente delle risorse naturali, la tutela della biodiversità e della risorsa idrica e la promozione di modelli di sviluppo che si basano sui principi rigenerativi dell’economia circolare, con l’obiettivo di massimizzare il recupero e la valorizzazione di rifiuti e scarti.
Valore delle nostre persone
Eni riconosce il valore delle proprie persone come elemento fondamentale per il successo dell’azienda e per questo garantisce un ambiente di lavoro libero da ogni forma di discriminazione che favorisca il pieno sviluppo del potenziale di ognuno, promuovendo lo sviluppo di una cultura basata sulla diffusione delle conoscenze. Eni rispetta inoltre i più alti standard internazionali in materia di salute e di sicurezza e adotta adeguate misure volte a proteggere le persone e gli asset.
Alleanze per lo sviluppo
Eni mira a contribuire alla riduzione della povertà energetica nei Paesi in cui opera, integrando lo sviluppo di progetti industriali e iniziative rivolte alle comunità ospitanti, trasferendo il proprio know-how e competenze ai partner locali. Secondo il c.d. approccio “Dual Flag”, l’agire di Eni si fonda su un profondo rispetto del singolo individuo, sulla conoscenza delle istanze locali e sulla disponibilità ad impegnarsi accanto ai Paesi per promuovere lo sviluppo sostenibile, anche attraverso partnership con attori riconosciuti a livello nazionale ed internazionale. In tali Paesi Eni promuove iniziative a sostegno delle comunità locali per favorire, oltre all’accesso all’energia, la diversificazione economica, la formazione, la salute delle comunità, l’accesso all’acqua e ai servizi igienici e la tutela del territorio, in collaborazione con attori internazionali e in linea con i Piani di Sviluppo Nazionali e l’Agenda 2030.
Sostenibilità nella catena del valore
Eni promuove lo sviluppo in chiave sostenibile della propria catena di fornitura, riconoscendone il ruolo chiave nel percorso di trasformazione intrapreso. Attraverso un approccio sistemico ed inclusivo Eni condivide valori, impegni e target con i propri fornitori, supportandoli e coinvolgendoli in un percorso di crescita. Congiuntamente, Eni supporta i propri clienti offrendo soluzioni energetiche all’avanguardia per aiutarli a svolgere un ruolo primario nella transizione energetica e comunica con loro in modo onesto e trasparente, fornendo prodotti e servizi di qualità in linea con le loro esigenze.
Modello Satellitare
Eni in sintesiEni in sintesi
€ 12,5 mld
FLUSSO DI CASSA adj.
€ 12,2 mld
EBIT PROFORMA adj.
14 %
GEARING PROFORMA
€ 5 mld
UTILE NETTO adj.
€ 8,5 mld
INVESTIMENTI ORGANICI
PREZZO MEDIO DEL GREGGIO BRENT DATED
($/BL)
CAMBIO MEDIO EUR/USD
STANDARD ENI REFINING MARGIN
(SERM) ($/BL)
PSV
(€/MWh)
Utile operativo proforma adjusted (€ mld)
Generazione di cassa (€ mld)
Remunerazione azionisti (€ mld)
Leva finanziaria e indebitamento
Performance dell'annoPerformance dell'anno
Dati principali
Principali dati economici e finanziari
|
|
2025 |
2024 |
2023 |
|---|---|---|---|---|
Ricavi della gestione caratteristica |
(€ milioni) |
82.151 |
88.797 |
93.717 |
Utile (perdita) operativo |
|
5.010 |
5.238 |
8.257 |
Utile (perdita) operativo adjusted(a) |
|
8.344 |
10.348 |
13.805 |
Utile (perdita) operativo proforma adjusted(a) |
|
12.223 |
14.322 |
17.809 |
Exploration & Production |
|
11.163 |
13.022 |
13.538 |
Global Gas & LNG Portfolio e Power |
|
1.392 |
1.274 |
3.599 |
Enilive e Plenitude |
|
1.208 |
1.143 |
1.253 |
Refining e Chimica |
|
(689) |
(713) |
46 |
|
4.989 |
5.257 |
8.322 |
|
Utile (perdita) netto(b) |
|
2.608 |
2.624 |
4.771 |
Flusso di cassa netto ante variazione circolante al costo di rimpiazzo adjusted |
|
12.496 |
13.590 |
16.498 |
Investimenti tecnici |
|
8.647 |
8.485 |
9.215 |
di cui: ricerca esplorativa |
|
391 |
433 |
784 |
sviluppo riserve di idrocarburi |
|
5.502 |
5.564 |
6.293 |
Dividendi per esercizio di competenza(c) |
|
3.176 |
3.094 |
3.034 |
Dividendi pagati nell’esercizio |
|
3.080 |
3.068 |
3.046 |
Totale attività a fine periodo |
|
137.069 |
146.939 |
142.606 |
Patrimonio netto comprese le interessenze di terzi |
|
52.787 |
55.648 |
53.644 |
Indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 |
|
9.386 |
12.175 |
10.899 |
Indebitamento finanziario netto post IFRS 16 |
|
15.086 |
18.628 |
16.235 |
Capitale investito netto |
|
67.873 |
74.276 |
69.879 |
di cui: Exploration & Production |
|
49.182 |
56.132 |
51.687 |
Global Gas & LNG Portfolio e Power |
|
(683) |
(1.322) |
1.876 |
Enilive e Plenitude |
|
10.424 |
10.396 |
8.688 |
Refining e Chimica |
|
7.161 |
7.760 |
7.868 |
Prezzo delle azioni a fine periodo |
(€) |
16,1 |
13,1 |
15,4 |
Numero medio ponderato di azioni in circolazione |
(milioni) |
3.024,8 |
3.167,0 |
3.303,8 |
Capitalizzazione di borsa a fine periodo(d) |
(€ miliardi) |
48 |
40 |
50 |
(a) Misure di risultato Non-GAAP.
(b) Di competenza azionisti Eni.
(c) L’importo 2025 (relativamente al saldo del dividendo) è stimato.
(d) Prodotto del numero delle azioni in circolazione per il prezzo di riferimento di borsa di fine periodo.
Principali indicatori reddituali e finanziari
|
|
2025 |
2024 |
2023 |
|---|---|---|---|---|
Utile (perdita) netto |
|
|
|
|
per azione(a) |
(€) |
0,78 |
0,78 |
1,40 |
($) |
1,76 |
1,69 |
3,03 |
|
Utile (perdita) netto adjusted |
|
|
|
|
per azione(a) |
(€) |
1,55 |
1,60 |
2,47 |
($) |
3,50 |
3,46 |
5,34 |
|
Cash flow |
|
|
|
|
per azione(a) |
(€) |
4,41 |
4,13 |
4,58 |
($) |
9,97 |
8,94 |
9,90 |
|
Return on average capital employed (ROACE) adjusted |
(%) |
7,6 |
7,6 |
12,3 |
Gearing ante lease liability ex IFRS 16(c) |
|
14 |
18 |
17 |
Coverage |
|
6,1 |
8,7 |
17,5 |
Current ratio |
|
1,2 |
1,2 |
1,3 |
Debt coverage |
|
88,4 |
70,3 |
93,1 |
Net Debt/EBITDA adjusted |
|
95,9 |
100,5 |
74,4 |
Dividendo di competenza |
(€ per azione) |
1,05 |
1,00 |
0,94 |
Total Shareholder Return (TSR) |
(%) |
32 |
(9) |
23 |
(a) Interamente diluito. Calcolato come rapporto tra l’utile netto/cash flow e il numero medio di azioni in circolazione nell’esercizio. L’ammontare in dollari è convertito sulla base del cambio medio di periodo rilevato dalla Reuters (WMR).
(b) Un ADR rappresenta due azioni.
(c) Dato al 31 dicembre 2025 su base proforma, considerando dismissioni/acquisizioni in corso.
Dipendenti
|
|
2025 |
2024 |
2023 |
|---|---|---|---|---|
Exploration & Production |
(numero) |
9.141 |
9.188 |
9.840 |
Global Gas & LNG Portfolio e Power |
|
1.077 |
1.151 |
1.130 |
Enilive e Plenitude |
|
6.064 |
5.899 |
5.759 |
Refining e Chimica |
|
10.117 |
10.060 |
10.449 |
Corporate e altre attività |
|
5.950 |
6.194 |
5.964 |
Gruppo |
|
32.349 |
32.492 |
33.142 |
Innovazione
|
|
2025 |
2024 |
2023 |
|---|---|---|---|---|
Spesa in R&S |
(€ milioni) |
207 |
178 |
166 |
Domande di primo deposito brevettuale |
(numero) |
42 |
39 |
28 |
Clima
|
|
2025 |
2024 |
2023 |
|---|---|---|---|---|
Net Scope 1+2 Upstream(a) |
(milioni di tonnellate di CO2eq.) |
4,7 |
6,8 |
9,0 |
Net Scope 1+2 Eni(a) |
|
21,4 |
23,8 |
26,7 |
Intensity Net Scope 1+2+3(b) |
(grammi di CO2eq./MJ) |
59,0 |
59,2 |
60,1 |
Emissioni dirette di GHG (Scope 1)(c) |
(milioni di tonnellate di CO2eq.) |
18,6 |
21,2 |
22,7 |
Emissioni indirette di GHG (Scope 2)(c) |
|
0,5 |
0,6 |
0,6 |
Emissioni dirette di metano (Scope 1)(c) |
(migliaia di tonnellate di CH4) |
14,8 |
16,0 |
16,6 |
(a) Indicatori calcolati su perimetro consolidato. I dati 24 e 23 sono coerentemente esposti.
(b) L’indicatore include le emissioni Scope 1+2 (perimetro consolidato) e le emissioni Scope 3 da utilizzo di prodotti venduti (Cat.11), stimate sulla base della produzione upstream in quota equity Eni. I dati 24 e 23 sono coerentemente esposti.
(c) Gli indicatori fanno riferimento ai dati 100% degli asset operati, consolidati e non, con riferimento ai criteri di operatorship espressi negli standard per la Rendicontazione di Sostenibilità.
Salute, sicurezza e ambiente(a)
|
|
2025 |
2024 |
2023 |
|---|---|---|---|---|
Indice di frequenza infortuni totali registrabili (TRIR) |
(infortuni totali registrabili/ore lavorate) |
0,55 |
0,70 |
0,57 |
dipendenti |
|
0,60 |
0,73 |
0,66 |
contrattisti |
|
0,51 |
0,68 |
0,52 |
Volumi totali oil spill (>1 barile) |
(barili) |
217 |
2.815 |
12.719 |
di cui: da atti di sabotaggio |
|
0 |
2.140 |
5.094 |
operativi |
|
217 |
675 |
7.625 |
Prelievi idrici di acqua dolce |
(milioni di metri cubi) |
114 |
127 |
109 |
Acqua di produzione reiniettata |
(%) |
56 |
51 |
42 |
(a) Gli indicatori fanno riferimento ai dati 100% degli asset operati, consolidati e non.
Exploration & Production
Principali indicatori di performance
|
|
2025 |
2024 |
2023 |
|---|---|---|---|---|
TRIR (Indice di frequenza infortuni totali registrabili)(a) |
(infortuni totali registrabili/ore lavorate) |
0,55 |
0,46 |
0,43 |
di cui: dipendenti |
|
0,73 |
0,18 |
0,48 |
contrattisti |
|
0,50 |
0,52 |
0,41 |
Profit per boe(b) |
($/boe) |
7,80 |
3,69 |
8,58 |
Opex per boe(d) |
|
9,2 |
9,2 |
8,6 |
Cash flow per boe |
|
20,5 |
17,3 |
19,4 |
|
17,0 |
22,7 |
26,3 |
|
Prezzi medi di realizzo degli idrocarburi |
|
53,64 |
57,56 |
59,35 |
Produzione di idrocarburi(d) |
(migliaia di boe/giorno) |
1.728 |
1.707 |
1.655 |
Riserve certe di idrocarburi(d) |
(milioni di boe) |
6.885 |
6.497 |
6.614 |
Vita utile residua delle riserve certe |
(anni) |
10,9 |
10,4 |
10,6 |
Tasso di rimpiazzo organico delle riserve |
(%) |
167 |
124 |
69 |
Dipendenti in servizio a fine periodo |
(numero) |
9.141 |
9.188 |
9.840 |
di cui: all’estero |
|
5.101 |
5.171 |
5.927 |
Emissioni dirette di GHG (Scope 1)(a) |
(milioni di tonnellate di CO2eq.) |
4,6 |
6,7 |
7,6 |
Volumi di idrocarburi inviati a flaring di routine(a) |
(miliardi di Sm3) |
0,0 |
0,1 |
0,2 |
Volumi totali di oil spill (>1 barile)(a) |
(barili) |
4 |
2.163 |
5.132 |
Acqua di formazione reiniettata(a) |
(%) |
56 |
51 |
42 |
(a) Gli indicatori fanno riferimento ai dati 100% degli asset operati, consolidati e non, con riferimento ai criteri di operatorship espressi negli standard per la Rendicontazione di Sostenibilità.
(b) Relativo alle società consolidate.
(c) Media triennale.
(d) Include la quota Eni delle joint venture e collegate valutate con il metodo del patrimonio netto.
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Global Gas & LNG Portfolio e Power
Principali indicatori di performance
|
|
2025 |
2024 |
2023 |
|---|---|---|---|---|
Indice di frequenza infortuni totali registrabili (TRIR)(a) |
(infortuni totali registrabili/ore lavorate) |
1,11 |
0,51 |
0,00 |
di cui: dipendenti |
|
0,87 |
0,84 |
0,00 |
contrattisti |
|
1,51 |
0,00 |
0,00 |
Dipendenti in servizio a fine periodo |
(numero) |
1.077 |
1.151 |
1.130 |
di cui all’estero |
|
336 |
386 |
390 |
Emissioni dirette di GHG (Scope 1)(a) |
(milioni di tonnellate di CO2eq.) |
9,3 |
9,3 |
9,4 |
Global Gas & LNG Portfolio |
|
|
|
|
Vendite gas naturale(b) |
(miliardi di metri cubi) |
43,72 |
50,88 |
50,51 |
Italia |
|
21,00 |
24,40 |
24,40 |
Resto d’Europa |
|
18,73 |
23,40 |
23,84 |
di cui: Importatori in Italia |
|
0,91 |
1,26 |
2,29 |
Mercati europei |
|
17,82 |
22,14 |
21,55 |
Resto del mondo |
|
3,99 |
3,08 |
2,27 |
Vendite di GNL(c) |
|
12,1 |
9,8 |
9,6 |
Power |
|
|
|
|
Vendita di energia elettrica borsa/clienti liberi(b) |
(terawattora) |
27,57 |
26,55 |
27,30 |
Produzione termoelettrica |
|
20,53 |
20,16 |
20,66 |
(a) Gli indicatori fanno riferimento ai dati 100% degli asset operati, consolidati e non, con riferimento ai criteri di operatorship espressi negli standard per la Rendicontazione di Sostenibilità.
(b) Include vendite intercompany.
(c) Si riferiscono alle vendite di GNL delle società consolidate e collegate del settore GGP (già incluse nelle vendite gas mondo).
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CCS e Agri
Eni riconosce e sostiene il processo di transizione dell’economia verso un modello low carbon, con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette Scope 1, 2 e 3 entro il 2050. La strategia di decarbonizzazione di Eni fa leva sulle competenze maturate nell’ambito dei business tradizionali, e si declina tra l’altro nello sviluppo di modelli innovativi e distintivi legati ai progetti di cattura, trasporto e stoccaggio della CO2 (CCS), alle iniziative di agribusiness e in ambito di crediti di carbonio.
Progetti CCS
Eni ha sviluppato un modello distintivo per la CCS, sfruttando le competenze maturate nello stoccaggio di gas naturale e l’uso di giacimenti a gas esauriti da riutilizzare per lo stoccaggio di CO2 con progetti in Italia e all’estero.
Nell’ambito della strategia di valorizzazione del portafoglio progetti, a dicembre 2025 Eni ha finalizzato l’accordo con Global Infrastructure Partners (“GIP”), investitore globale leader nel settore delle infrastrutture del gruppo BlackRock, per la cessione di una partecipazione pari al 49,99% in Eni CCUS Holding, Società Satellite che sta sviluppando, attraverso le proprie controllate, i progetti nel Regno Unito di Liverpool Bay e Bacton, oltre al progetto L10-CCS in Olanda. La Società ha, inoltre, il diritto di acquisire il 50% detenuto da Eni del progetto CCS Ravenna in Italia e potrà includere altri potenziali progetti in una più ampia piattaforma di iniziative CCS nel medio-lungo termine.
Italia
Ravenna CCS, sviluppato con Snam, è il primo progetto italiano di Cattura, Trasporto e Stoccaggio. La Fase 1, avviata nel 2024, è stata progettata per catturare fino a circa 25 mila tonnellate annue di CO2 dalla centrale Eni di trattamento del gas naturale di Casalborsetti e stoccare nel giacimento offshore a gas esaurito di Porto Corsini Mare Ovest. Il sistema di cattura ha registrato un’efficienza superiore al 90%, con picchi del 96%, utilizzando energia termica autoprodotta ed energia elettrica da fonti rinnovabili, garantendo che la CO2 catturata corrispondesse effettivamente a quella abbattuta. Nel giugno 2025 è stato avviato l’iter autorizzativo della Fase 2 del progetto Ravenna CCS che, a valle del ricevimento delle necessarie autorizzazioni, prevede lo sviluppo su ampia scala industriale con una capacità di trasporto e stoccaggio di CO2 pari a 4 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030 e con successive possibilità di espansione fino a 16 milioni di tonnellate/anno. Ravenna CCS è riconosciuta nell’elenco europeo dei Progetti di Interesse Comunitario (Progetti PCI) nell’ambito del progetto integrato Callisto, coinvolgendo anche emettitori francesi e greci.
Regno Unito
Nel Regno Unito Eni ha stabilito una posizione di leadership con il progetto in sviluppo di Liverpool Bay CCS, nell’ambito del HyNet North West Cluster, selezionato dal Governo britannico come uno dei due progetti CCS prioritari (“Track 1”) del Paese. Eni CCUS Holding attraverso la controllata Eni LBA Ltd (operatore al 100%) ha ottenuto la licenza economica dal Governo UK per le attività di trasporto e lo stoccaggio della CO2. La fase esecutiva del progetto è stata avviata nel 2025 e prevede la conversione e il riutilizzo dei propri giacimenti offshore a gas esauriti e parte delle esistenti infrastrutture presenti nella baia di Liverpool per decarbonizzare i distretti industriali del nord-ovest dell’Inghilterra e del Galles settentrionale. Le infrastrutture di trasporto e stoccaggio della CO2 saranno disponibili nel 2028 con una capacità iniziale di 4,5 milioni di tonnellate/anno, che si prevede crescere fino a 10 milioni di tonnellate/anno dopo il 2030.
Relativamente agli emettitori che forniranno la CO2, le autorità del Regno Unito hanno selezionato 5 progetti di cattura prioritari per un volume complessivo di CO2 di circa 4,4 milioni di tonnellate/anno, due dei quali hanno già raggiunto nel settembre 2025 un accordo finale con il Governo britannico che ha consentito l’avvio della realizzazione dei due progetti. Inoltre, nell’agosto 2025 il Governo britannico ha identificato un’ulteriore lista di emettitori da considerare per una possibile espansione del sistema fino a 10 milioni di tonnellate/anno.
E’ in corso, inoltre, la fase di ingegneria per lo sviluppo del progetto Bacton CCS che prevede lo stoccaggio di CO2 nel giacimento offshore a gas esaurito di Hewett per contribuire alla decarbonizzazione dell’area sud-orientale del Paese e dell’area industriale di Londra. La posizione strategica del giacimento, nella parte sud ovest del Mar del Nord, consente di ipotizzare un ruolo importante del progetto anche nel processo di decarbonizzazione dei siti industriali del nord d’Europa.
Olanda
Eni CCUS Holding detiene il 39% della joint venture che sta sviluppando il progetto L10 CCS che prevede lo stoccaggio di CO2 in giacimenti offshore a gas esauriti del Mare del Nord, con una capacità di circa 5 milioni di tonnellate/anno. La fase di ingegneria è stata completata e sono in corso di negoziazione accordi con emettitori e operatori per il trasporto e la raccolta della CO2. L10 CCS ha ricevuto per lo sviluppo del progetto un finanziamento europeo a fondo perduto legato al Connecting Europe Facility di €55 milioni. Il progetto si prefigge di decarbonizzare i settori industriali del Nord-Ovest europeo, offrendo capacità di stoccaggio sufficiente ad accomodare le emissioni non soltanto dell’Olanda ma anche di Germania, Francia e Belgio.
Iniziative agri feedstock
Il modello distintivo di Eni prevede la produzione di olio vegetale destinato alle proprie filiere di trasformazione, a partire da materie prime dalla coltivazione di terreni degradati, colture di rotazione e valorizzazione di scarti e residui della filiera agroindustriale e forestale, non in competizione con la catena alimentare. Questo approccio end-to-end mira a garantire volumi di olio vegetale, a costi competitivi, contribuendo a sostenere l’espansione delle bioraffinerie e generando impatti positivi su occupazione e sviluppo locale. I sottoprodotti di lavorazione vengono recuperati e valorizzati nelle filiere della mangimistica e dei fertilizzanti, con significative ricadute sulla sicurezza alimentare dei territori coinvolti. Le filiere agri feedstock Eni sono certificate secondo lo schema ISCC‑EU (International Sustainability and Carbon Certification), uno dei principali standard volontari riconosciuti dalla Commissione Europea per la certificazione di sostenibilità dei biocarburanti. La produzione 2025 è stata pari a 211 mila tonnellate e ha registrato un importante contributo associato agli scarti e ai residui della filiera agroindustriale. Le attività sono state condotte principalmente in Congo, Kenya, Costa d’Avorio, Angola, Mozambico, Italia, Ruanda, Vietnam e Indonesia.
Facendo seguito all’accordo firmato negli anni precedenti con l’International Labour Organization (ILO) su Costa d’Avorio e Kenya, Eni ha ampliato la collaborazione con ILO per rafforzare e promuovere la sicurezza sul lavoro e i diritti umani in agricoltura in ulteriori tre paesi del continente africano.
Analogamente, nel 2025, è stato firmato un accordo con IFC (International Finance Corporation) che fa seguito all’accordo del 2024 relativo alla produzione di biocarburanti in Kenya, volto ad espandere la collaborazione ad altri paesi del continente africano per supportare le attività Eni in ambito Agri Feedstock, Clean Cooking e Waste to Energy.
Iniziative di crediti di carbonio
Eni promuove e supporta iniziative che consentono di generare crediti di carbonio di alta qualità usati per compensare le emissioni di CO2 residuali sia attraverso soluzioni basate sulla natura (Natural Climate Solutions – NCS), sia da soluzioni tecnologiche. Attraverso le NCS, Eni sostiene progetti di protezione, conservazione e gestione sostenibile delle foreste in paesi in via di sviluppo nell’ambito del programma REDD+ (Reducing Emissions from Deforestation and forest Degradation) e di ripristino di ecosistemi, con iniziative in Zambia, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo, Mozambico, Messico e Costa d’Avorio. Questi progetti mirano a ridurre le emissioni da deforestazione e a migliorare lo stoccaggio naturale di CO2, promuovendo anche modelli di sviluppo sostenibile per le comunità locali.
Nel corso dell’anno è proseguito lo sviluppo del primo progetto di Agricoltura e Gestione del Suolo Sostenibili (Sustainable Agriculture Land Management – SALM) Makueni Agroforestry Carbon Project (MACP) in Kenia, al quale si aggiunge il progetto Sustainable Agriculture Land Management Program in Mozambico . Sono inoltre in corso di valutazione ulteriori iniziative in Africa, America Latina e Asia.
L’applicazione di soluzioni tecnologiche si va ad aggiungere a quelle basate sulla natura per la generazione di crediti di carbonio. In tale ambito, la Società promuove il programma “Eni for Clean Cooking” per lo sviluppo di progetti che favoriscono l’utilizzo di sistemi di cottura sicuri ed efficienti che garantiscono la riduzione del consumo di biomassa legnosa da parte delle famiglie, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di salute e di promuovere la conservazione delle foreste. Oltre all’impatto positivo sulla salute e l’ambiente, l’approccio industriale al tema dell’accesso al “clean cooking” consente di promuovere lo sviluppo dell’imprenditoria e dell’economia locale. In questo contesto Eni ha preso l’impegno di garantire l’accesso al clean cooking a 20 milioni di persone entro il 2030. Nel solo 2025 sono state raggiunte oltre 2,2 milioni di persone in Africa Sub-Sahariana per un totale di circa 3,7 milioni di persone dall’avvio del programma. I progetti sono in fase di realizzazione in Costa d’Avorio, Congo, Mozambico, Angola, Ruanda, Tanzania e Madagascar e si sta valutando l’espansione in altri Paesi dell’Africa Sub-Sahariana e Asia.
Nel corso del 2025, sono stati avviati studi di fattibilità per l’utilizzo di sistemi “avanzati” di clean cooking che prefigurano, la distribuzione di fornelli a induzione nelle aree urbane e a pirolisi nelle aree rurali che promuovono, in ottica di economia circolare, l’utilizzo degli scarti agricoli, inclusi i sottoprodotti della filiera agri feedstock di Eni.
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Enilive e Plenitude
Principali indicatori di performance
|
|
2025 |
2024 |
2023 |
|---|---|---|---|---|
Enilive |
|
|
|
|
Indice di frequenza infortuni totali registrabili (TRIR)(a) |
(infortuni totali registrabili/ore lavorate) |
0,50 |
0,76 |
1,38 |
di cui: dipendenti |
|
0,20 |
0,97 |
2,02 |
contrattisti |
|
0,78 |
0,57 |
0,74 |
Dipendenti in servizio a fine periodo |
(numero) |
3.174 |
3.111 |
3.202 |
di cui: all’estero |
|
1.172 |
1.150 |
1.315 |
Emissioni dirette di GHG (Scope 1)(a) |
(milioni di tonnellate di CO2eq.) |
0,6 |
0,5 |
0,5 |
Lavorazioni bio |
(migliaia di tonnellate) |
1.157 |
1.115 |
866 |
Capacità di bioraffinazione |
(milioni di tonnellate/anno) |
1,65 |
1,65 |
1,65 |
Tasso di utilizzo medio delle bioraffinerie |
(%) |
78 |
74 |
71 |
Vendite di prodotti petroliferi rete Europa |
(milioni di tonnellate) |
7,81 |
7,70 |
7,52 |
Stazioni di servizio rete Europa a fine periodo |
(numero) |
5.294 |
5.254 |
5.267 |
Grado di efficienza della rete |
(%) |
1,17 |
1,22 |
1,19 |
Plenitude |
|
|
|
|
Indice di frequenza infortuni totali registrabili (TRIR)(a) |
(infortuni totali registrabili/ore lavorate) |
0,17 |
0,19 |
1,09 |
di cui: dipendenti |
|
0,00 |
0,23 |
0,25 |
contrattisti |
|
0,85 |
0,00 |
3,36 |
Dipendenti in servizio a fine periodo |
(numero) |
2.890 |
2.788 |
2.557 |
di cui: all’estero |
|
955 |
922 |
788 |
Emissioni dirette di GHG (Scope 1)(a) |
(milioni di tonnellate di CO2eq.) |
0,003 |
0,004 |
0,005 |
Vendite gas a clienti finali |
(miliardi di metri cubi) |
5,29 |
5,51 |
6,06 |
Vendite energia elettrica a clienti finali |
(terawattora) |
18,63 |
18,28 |
17,98 |
Clienti retail/business a fine periodo |
(milioni di pdf) |
9,95 |
10,03 |
10,11 |
Punti di ricarica elettrica |
(migliaia) |
22,8 |
21,3 |
19,0 |
Produzione di energia da fonti rinnovabili |
(terawattora) |
5,6 |
4,7 |
4,0 |
Capacità installata da fonti rinnovabili a fine periodo |
(gigawatt) |
5,8 |
4,1 |
3,0 |
(a) Gli indicatori fanno riferimento ai dati 100% degli asset operati, consolidati e non, con riferimento ai criteri di operatorship espressi negli standard per la Rendicontazione di Sostenibilità.
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Refining e Chimica
Principali indicatori di performance
|
|
2025 |
2024 |
2023 |
|---|---|---|---|---|
Indice di frequenza infortuni totali registrabili (TRIR)(a) |
(infortuni totali registrabili/ore lavorate) |
0,53 |
1,43 |
0,49 |
di cui: dipendenti |
|
0,61 |
1,36 |
0,55 |
contrattisti |
|
0,43 |
1,52 |
0,42 |
Dipendenti in servizio a fine periodo |
(numero) |
10.117 |
10.060 |
10.449 |
di cui all’estero |
|
2.500 |
2.501 |
2.747 |
Emissioni dirette di GHG (Scope 1)(a) |
(milioni di tonnellate di CO2eq.) |
4,0 |
4,7 |
5,2 |
Refining |
|
|
|
|
Lavorazioni in conto proprio |
(milioni di tonnellate) |
24,94 |
24,21 |
27,39 |
Grado di conversione del sistema di raffinazione tradizionale |
(%) |
53 |
52 |
47 |
Tasso di utilizzo medio degli impianti di raffinazione tradizionale |
|
80 |
78 |
77 |
Chimica |
|
|
|
|
Produzione di prodotti chimici |
(migliaia di tonnellate) |
4.105 |
5.685 |
5.663 |
Vendite di prodotti chimici |
|
2.719 |
3.169 |
3.117 |
Tasso di utilizzo medio degli impianti chimici |
(%) |
49 |
50 |
51 |
(a) Gli indicatori fanno riferimento ai dati 100% degli asset operati, consolidati e non, con riferimento ai criteri di operatorship espressi negli standard per la Rendicontazione di Sostenibilità.
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Attività ambientali
Eni Rewind è la società Eni che svolge attività ambientali e che opera in linea con i principi dell’economia circolare per valorizzare i terreni, le acque e i rifiuti industriali o derivanti da attività di bonifica, attraverso progetti di risanamento e di recupero sostenibili, in Italia e all’estero.
Attraverso il suo modello integrato end-to-end, Eni Rewind garantisce il presidio di ogni fase del processo di bonifica e della gestione dei rifiuti, pianificando sin dalle prime fasi i progetti di valorizzazione e riutilizzo delle risorse (suoli, acque, rifiuti), rendendole disponibili per nuove opportunità di sviluppo.
Attività di bonifica
Grazie alle competenze consolidate e alla collaborazione con Enti e stakeholder, Eni Rewind promuove progetti di valorizzazione e riutilizzo delle aree bonificate, trasformando siti ex industriali in opportunità di recupero ambientale e di sviluppo economico per i territori.
Oggi Eni Rewind opera in 16 Siti di Interesse Nazionale e in oltre 100 siti di interesse regionale, confermando il suo ruolo di global contractor per tutte le realtà Eni.
Tra i principali interventi di bonifica realizzati nei siti di proprietà, si segnalano quelli di Assemini, Avenza, Brindisi, Cengio, Crotone, Gela, Pieve Vergonte, Porto Marghera, Porto Torres, Priolo e Ravenna.
Nel 2025, Eni Rewind ha proseguito interventi di bonifiche dei suoli. A Porto Torres, nell’area “Minciaredda”, sono proseguite le attività di bonifica grazie alla piattaforma ambientale, che nel corso dell’anno ha incrementato i quantitativi di materiale trattato.
Nel sito di Brindisi, sono stati completati e certificati gli interventi di messa in sicurezza permanente dei suoli (MISP) nell’area Micorosa. Inoltre, è stata conclusa la bonifica dell’area Oasi Protetta, con la rimozione del cumulo antropico. Per quest’ultima è prevista la richiesta di certificazione al termine del monitoraggio ambientale.
Nel sito di Pieve Vergonte, Eni Rewind ha compiuto passi importanti nel percorso di bonifica. Dopo aver ottenuto a settembre 2024 il Decreto di Variante del Progetto Operativo di Bonifica (POB) – Fase 1, è stato avviato il cantiere per la deviazione del torrente Marmazza, volto a garantire la sicurezza idraulica e preservare la risorsa idrica sotterranea.
Nella prima metà del 2026, la società presenterà il Progetto di Variante del POB – Fase 2, che prevede una rimodulazione degli interventi in risposta alle prescrizioni degli enti tecnici e locali.
Per il sito di Crotone, nel primo semestre, sono stati avviati gli scavi presso la discarica e le aree interne ex Pertusola, nel rispetto del Decreto POB Fase 2 stralcio rilasciato dal MASE ad agosto 2024, a seguito dell’ottenimento delle notifiche transfrontaliere per il conferimento di rifiuti pericolosi in Svezia, a fronte del divieto posto dal Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) di conferimento dei rifiuti in regione e in particolare presso l’unica discarica nazionale idonea al conferimento di rifiuti pericolosi. Ad agosto, tuttavia, il TAR Calabria, accogliendo il ricorso degli enti locali, ha annullato il decreto POB Fase 2 stralcio di agosto 2024 ritenendo illegittima la richiesta di modifica del PAUR. Il Ministero dell’Ambiente ad agosto 2025 ha quindi avviato una nuova Conferenza di Servizi per definire il nuovo iter autorizzatorio.
Water & waste management
Eni Rewind gestisce il trattamento delle acque nei siti Eni e di proprietà, attraverso un sistema integrato che intercetta l’acquifero e convoglia le acque di falda agli impianti di trattamento per la loro depurazione. Nel 2025 è proseguito il progetto di automazione e digitalizzazione degli impianti, parte di un’iniziativa più ampia di ottimizzazione, con l’obiettivo di aumentare competitività, sostenibilità, qualità del lavoro e sicurezza dei processi.
I principali driver del progetto includono l’adozione di modelli operativi ottimizzati per la gestione degli impianti, già attivi in alcuni siti, facendo leva sul potenziamento della Control Room di San Donato Milanese e digitalizzazione dei siti collegati, nonché la digitalizzazione dei processi manutentivi e della documentazione, grazie a software dedicati.
Attualmente sono operativi e gestiti 45 impianti di trattamento acque in Italia, con circa 40 milioni di metri cubi di acqua trattata nel 2025, in aumento rispetto all’anno precedente.
A dicembre 2025, circa 10 milioni di metri cubi di acqua trattata sono stati riutilizzati, grazie ai maggiori volumi emunti dovuti alla maggiore piovosità e agli incrementi nei ritiri per usi industriali.
Eni Rewind è il centro di competenza Eni per la gestione dei rifiuti, provenienti sia dalle attività di bonifica e risanamento sia dai siti produttivi Eni, offrendo un servizio specialistico di waste management service.
Eni Rewind ha gestito complessivamente nel 2025 circa 2,2 milioni di tonnellate di rifiuti, in aumento rispetto al 2024, avviando gli stessi a recupero o smaltimento presso impianti esterni. La differenza è ascrivibile all’aumento di rifiuti liquidi, gestiti a smaltimento presso impianti esterni, prodotti dal business Upstream e dalla Bioraffinazione Eni, per le attività di messa in sicurezza d’emergenza (MISE) del sito di Sannazzaro e dei terreni prodotti a Livorno nel corso dei lavori di costruzione della Bioraffineria.
L’indice di recupero (rapporto rifiuti recuperati/recuperabili) è stato pari al 78% in lieve aumento rispetto al 2024 (76%), per effetto delle caratteristiche analitiche effettive del mix dei rifiuti gestiti. I rifiuti pericolosi ammontano al 21% del totale. Rispetto al complessivo dei volumi gestiti da Eni Rewind nel 2025, la parte relativa ai clienti Eni attualmente costituisce circa l’83% del totale.
Principali progetti
Progetto Ponticelle
In un’area risanata di proprietà Eni Rewind è in fase di completamento la realizzazione di due impianti: una piattaforma di bioremediation per terreni contaminati da idrocarburi (capacità: 80 mila tonnellate/a) e una di pretrattamento di rifiuti industriali (capacità: 60 mila tonnellate/a) tramite processi come triturazione, ricondizionamento, stoccaggio e altre operazioni intermedie, che sarà gestita mediante una JV paritetica con Herambiente e il cui avvio è previsto nel corso del primo semestre 2026.
Certificazioni
Eni Rewind garantisce i più alti standard di qualità attraverso un Sistema di Gestione Integrato HSEQ, certificato secondo le norme internazionali ISO 14001:2015 (Gestione Ambientale), ISO 45001:2018 (Salute e Sicurezza sul Lavoro) e ISO 9001:2015 (Gestione per la Qualità). La certificazione è estesa anche ai servizi erogati da Eni Rewind nei siti di Eni e società del Gruppo.
Nel corso del 2025, la società ha mantenuto la certificazione SOA nelle categorie già conseguite e in essere (OS‑14, OS‑22, OS‑23, OG‑12), necessarie per lo sviluppo di iniziative in ambito pubblico del mercato “non captive” di interesse.
Iniziative non-captive
Nel 2025 Eni Rewind ha continuato a rafforzare il proprio portafoglio ordini da clienti non captive.
Tra le principali iniziative, nell’ambito del contratto siglato nel 2023 con Kuwait Raffinazione e Chimica SpA, sono proseguiti i lavori di bonifica dell’ex stabilimento di Napoli; nell’ambito di tale contratto, Eni Rewind ha la responsabilità della gestione delle attività di ingegneria, analisi ambientali ed esercizio di uno specifico impianto installato.
Sostenibilitàsostenibilità
La Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 2025 di Eni è redatta in conformità al D.Lgs. 125/2024 e agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) includendo gli obblighi informativi previsti dall’art. 8 del Regolamento UE 852/2020 (Tassonomia Europea). Il documento è articolato secondo i temi degli standard, suddivisi nelle tre aree: ambientale, sociale e di governance. La RdS, redatta su base consolidata, è approvata dal CdA ed è soggetta a revisione limitata. In un contesto globale caratterizzato da sfide energetiche, ambientali e sociali sempre più complesse, Eni riconosce il ruolo centrale dell’energia come leva di sviluppo e inclusione, impegnandosi attivamente per una Just Transition, considerata una delle principali sfide strategiche del settore energetico. In coerenza con la propria Mission e il Codice Etico, l’azienda integra nelle proprie attività industriali un approccio responsabile orientato alla creazione di valore per gli stakeholder e per le comunità. Pertanto, Eni opera responsabilmente, coinvolgendo gli stakeholder e lavorando per prevenire e ridurre i potenziali impatti negativi sociali e ambientali connessi sia alle attività tradizionali, sia ai nuovi progetti energetici. Eni conferma nel 2025 il suo impegno nel raggiungimento della Neutralità Carbonica entro il 2050. Tra le principali direttrici di azioni figurano la diminuzione delle emissioni GHG (scope 1, 2 e 3), lo sviluppo e l’adozione di tecnologie di mitigazione, l’ampliamento dell’offerta di servizi e prodotti a minore intensità carbonica, nonché la compensazione delle emissioni residue. Gli impegni e le azioni introdotte da Eni sugli aspetti ESG si integrano in modo strutturale all’interno del Modello di business, supportando sia l’evoluzione e la crescita delle proprie attività, che la generazione di valore per i propri stakeholder. Per promuovere una transizione giusta e sostenibile, Eni, all’interno del piano strategico, definisce da anni target misurabili e con tempistiche definite o impegni, che rappresentano un contributo concreto alla creazione di valore condiviso per le comunità locali, alla tutela dell’ambiente e alla promozione di una governance responsabile e trasparente.
Environmental
Cambiamento climatico [E1]
Leva del modello di business
Neutralità carbonica al 2050
Principali target e impegni
- Net Zero Scope 1+2 Emission Upstream al 2030 (milioni di tonnellate di CO2eq.)
- Net Zero Scope 1+2 Emission Eni al 2035 (milioni di tonnellate di CO2eq.)
- Net Zero Intensity Scope 1+2+3 Emission al 2050 (grammi di CO2eq./MJ)
- Zero routine flaring Emission upstream al 2026 e mantenimento del livello di performance al 2030
- Emissioni fuggitive di metano Upstream -80% al 2025
- Intensità emissiva di metano upstream al di sotto di 0,2% al 2025 e mantenimento del livello di performance al 2030
Principali dati 2025
- Net Scope 1+2 Emission Upstream: 4,7 milioni di tonnellate di CO2eq. (-68% vs 2018)
- Net Scope 1+2 Emission Eni: 21,4 milioni di tonnellate di CO2eq. (-40% vs 2018)
- Intensity Net Scope 1+2+3 Emission: 59 grammi di CO2eq./MJ (-6% vs 2018)
- Zero routine Flaring Emission Upstream: obiettivo raggiunto su asset operati al 2025
- Emissioni fuggitive di metano Upstream: -97% vs 2014 (obiettivo raggiunto)
- Intensità emissiva di metano upstream: 0,09% (obiettivo raggiunto)
Inquinamento [E2]
Leva del modello di business
Protezione dell’ambiente
Principali target e impegni
- Salvaguardia della risorsa idrica e del suolo, della qualità dell’aria, minimizzazione dei rischi e impatti delle emissioni in tali matrici ambientali
Principali dati 2025
- Emissioni in atmosfera in calo vs 2024: SOx (-7%), NOx (-16%), NMVOC (-26%) e PM (-33%)
- Emissioni di idrocarburi nelle acque di scarico: 53,4 tonnellate, in marcata riduzione (-50%) vs 2024
- Oil spill operativi >1 barili: -68% vs 2024
Gestione delle risorse idriche [E3]
Leva del modello di business
Protezione dell’ambiente
Principali target e impegni
- Positività idrica al 2035 in almeno il 30% dei siti con prelievi maggiori di 0,5 Mm3/anno di acqua dolce di alta qualità in aree a stress idrico al 2023, con l’ambizione di raggiungere la positività idrica al 2050 nei propri siti operati
Principali dati 2025
- Prelievi di acqua dolce: oltre -10% vs 2024
Biodiversità e servizi ecosistemici [E4]
Leva del modello di business
Protezione dell’ambiente
Principali target e impegni
- Impegno nell’implementazione di azioni mirate alla salvaguardia della biodiversità e dei servizi ecosistemici, attraverso un approccio volto alla prevenzione e alla minimizzazione dei rischi e degli impatti ambientali.
Principali dati 2025
Siti operativi linee di business Non Oil & Gas Upstream – Numero di siti/concessioni:
- Siti in sovrapposizione: 39 (di cui 25 per lo sviluppo di energia rinnovabile)
- Siti adiacenti (<1km): 71 (di cui 50 per lo sviluppo di energia rinnovabile)
Concessioni in sovrapposizione linea di business Oil & Gas Upstream:
- Con aree operative nell’area d’intersezione: 22
- Senza attività operative nell’area d’intersezione: 19
Uso delle risorse ed economia circolare [E5]
Leva del modello di business
Protezione dell’ambiente
Principali target e impegni
- Prevenzione e corretta gestione della produzione dei rifiuti in coerenza con i criteri di priorità stabiliti dalla normativa comunitaria. Impegno nella realizzazione di progetti con una forte impronta circolare.
Principali dati 2025
- Rifiuti prodotti totali: 4,6 milioni di tonnellate
- Rifiuti pericolosi: 0,5 milioni di tonnellate
- Quantità totale di rifiuti non riciclati: 77%
Social
Forza lavoro propria [S1]
Leva del modello di business
Valore delle nostre persone
Principali target e impegni
- +4 p.p della popolazione femminile e +3,8 p.p. della popolazione femminile in posizioni di responsabilità (Dirigenti e Quadri) al 2030 vs 2020
- +6,5 p.p. popolazione under 30 al 2030 vs 2020
- +10% ore di formazione al 2029 vs 2025
- +2 p.p. presenza dipendenti non italiani in posizione di responsabilità al 2030
Principali dati 2025
- 31.523 dipendenti (head count)
- 9.028 dipendenti donne: +4 p.p. vs 2020
- 2.965 dipendenti <30 anni: +2,8 p.p. vs 2020
- 30,8% popolazione femminile in posizioni di responsabilità (Dirigenti e Quadri): +4,2 p.p. vs 2020
- 33,5 ore di formazione fruite medie per dipendente: +4,4% vs 2024
- 7,5% tasso di Turnover
- 10% Gender pay gap (+3 p.p. vs 2024)
- 16,7% dipendenti non italiani in posizione di responsabilità: -1,9 p.p. vs 2020
Salute & Sicurezza [S1]
Leva del modello di business
Valore delle nostre persone
Principali target e impegni
- Indice di frequenza infortuni totali registrabili (TRIR) ≤0,50 al 2026-30
- 85% dipendenti con accesso al servizio di supporto psicologico in Italia e all’estero al 2028
Principali dati 2025
- Indice di frequenza infortuni totali registrabili (TRIR): 0,55, in miglioramento rispetto al 2024 (0,70)
- 80% dipendenti con accesso al servizio psicologico
Comunità locali [S3]
Leva del modello di business
Alleanze per lo sviluppo
Principali target e impegni
- Oltre 20 milioni di persone raggiunte al 2030 attraverso iniziative a sostegno delle comunità locali
Principali dati 2025
- ~3 milioni di persone raggiunte
- €81 milioni Investimenti per lo sviluppo locale
Clienti e Consumatori (Plenitude) [S4]
Leva del modello di business
Sostenibilità nella catena del valore
Principali target e impegni
- 30.000 punti di ricarica per veicoli elettrici proprietari installati al 2030
Principali dati 2025
- ~23.000 Punti di ricarica per veicoli elettrici proprietari installati
Governance
Condotta d’impresa – Gestione sostenibile della catena di fornitura [G1]
Leva del modello di business
Sostenibilità nella catena del valore
Principali target e impegni
- Mantenimento delle valutazioni ESG nei procedimenti per oltre il 90% del procurato Italia
- Mantenimento del 100% dei fornitori worldwide strategici valutati sul percorso di sviluppo sostenibile
- Nuovo target: 90% del valore dei contratti attivi assegnato a fornitori coinvolti in nuove iniziative in ambito Safety, in ottica di miglioramento continuo
Principali dati 2025
- 97% procedimenti con valutazione ESG per il procurato Italia
- 100% dei fornitori worldwide strategici valutati sul percorso di sviluppo sostenibile